Vitamina D, quante ne sai?! 

 

La produzione di vitamina D, avviene a partire dal 7-deidrocolesterolo, convertito poi dall’esposizione solare in colecalciferolo, e successivamente idrossilato in posizione 25 nel fegato ed in posizione 1 a livello renale, formando 1.25-diidrossicolecalciferolo o calcitriolo o Vitamina D3, la forma attiva della vitamina. Pertanto, una dieta a basso o nullo contenuto di colesterolo, o l’assunzione di farmaci ipolipemizzanti potrebbe alterare la produzione di Vitamina D, se l’esposizione solare non è sufficiente. Ma la produzione di vitamina D, è stimolata, non tanto dall’esposizione alla fonte di luce, quanto dalla sua intensità, e precisamente gli UV con lunghezze d’onda comprese tra i 290-315nm (UVB). L’abbronzatura, altro non è, che la reazione dell’organismo al sole necessaria per regolare la produzione di vitamina D; infatti un soggetto abbronzato, a parità di esposizione alla luce solare produce molto meno Vitamina D di un soggetto non abbronzato, similmente i filtri solari, schermando gli UVB, impediscono la foto-reazione.

Ma quanti minuti di esposizione solare sono necessari per avere la giusta produzione? Semplicemente 15 minuti al giorno di esposizione su braccia, gambe, testa e parte alta del busto.

Ma quali sono gli effetti della vitamina D, e perché è così importante valutare il suo livello?

Favorisce il riassorbimento di calcio a livello renale, l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio ed i processi di mineralizzazione dell’osso ed anche di differenziazione di alcune linee cellulari (cheratinociti, osteoclasti..). Un suo deficit è responsabile di rachitismo, osteoporosi, fragilità ossea ed osteomalacia. Non è tutto, infatti uno studio pubblicato su FASEB Journal [1] ha dimostrato che la vitamina D agisce sul gene TPH2 e trasforma il triptofano in serotonina ed attiva anche gli ormoni ossitocina (ormone del piacere, i cui bassi livelli sono associati a depressione) e vasopressina. Una recente review [2], ha inoltre dimostrato, come, i valori della vitamina D, siano correlati con il rischio cardiovascolare, in quanto il recettore VDR è ubiquitariamente espresso da numerose cellule, tra cui le cellule del sistema vascolare e miocardico, oltre a cellule del sistema immunitario ed osseo. Un deficit di colecalciferolo è responsabile di un aumento dei valori pressori, così come dimostrato da numerosi studi prospettici e metanalisi [4;3], presumibilmente dovuto all’associazione inversa con il sistema renina-angiotensina. [5] Inoltre, un deficit di vitamina D è direttamente correlato con un aumentato rischio di infarto del miocardio [6] e sembrerebbe predire le conseguenze dopo un evento acuto e dopo chirurgia, indicando un rischio maggiore per quei pazienti con valori bassi, così come riportato in un recente studio. [8,9] Nonostante ciò, attualmente non ci sono sufficienti evidenze per raccomandare il supplemento di vitamina D per la prevenzione ed il trattamento delle patologie cardiovascolari, sebbene il suo utilizzo sia necessario per il benefit muscolo-scheletrico.

Non da ultimo, nel corso degli ultimi anni la ricerca internazionale in ambito di fertilità ha suggerito che l’esposizione alla luce solare ed il conseguente aumento di vitamina D possa giocare un ruolo favorevole nel successo riproduttivo. I ricercatori della Medical University di Graz, [7] hanno confermato che un aumento della vitamina D nel maschio sia correlata a livelli di testosterone e ad una conta spermatica più favorevole. Anche sul versante femminile migliori livelli della vitamina si assocerebbero ad un incremento delle concentrazioni sia di estrogeno che di progesterone, favorendo una maggior probabilità di regolare ovulazione ed incrementando quindi la chance di un successo riproduttivo. Questi dati dovranno essere ovviamente confermati da ulteriori e più estese sperimentazioni cliniche. 

La recente ricerca supporta il possibile ruolo della vitamina D contro il cancro, le malattie cardiache, le fratture e le cadute, le malattie autoimmuni, l’influenza, il diabete di tipo 2 e la depressione. Tant’è che molti medici hanno aumentato le loro raccomandazioni per l’integrazione di vitamina D ad almeno 1000 UI/giorno. [8]

 

 

Vitamin D production takes place from 7-dehydrocholesterol, which is converted from solar exposure to colecalciferol, and subsequently hydroxylated at position 25 in the liver and in position 1 at the renal level, forming 1,25-dihydroxycholecalciferol or calcitriol or Vitamin D3, the active form of vitamin. Therefore, a low cholesterol-lowering diet, or hypolipemic drugs may alter the production of Vitamin D, if sun exposure is not sufficient. But the production of vitamin D, is stimulated, not so much by exposure to the light source, but by its intensity between 290-315nm (UVB). The tanning is a reaction of the organism to the sun necessary to regulate the production of vitamin D; in fact, a tanned subject, with the same exposure to sunlight produces much less Vitamin D than a non-tanned subject, similarly the sunscreens, by screening the UVB, prevent the photo-reaction.

But how many minutes of sun exposure are necessary to get the right production? Only 15 minutes a day of exposure on arms, legs, head and upper body of the bust.

But what are the effects of vitamin D, and why is it so important to evaluate its level?

Promotes calcium reabsorption at the renal level, intestinal absorption of phosphorus and calcium and the processes of bone mineralization and also of differentiation of some cell lines (keratinocytes, osteoclasts ..).  It’s deficit is responsible of rachitism, osteoporosis, bone fragility and osteomalacia. In addition, a study published in FASEB Journal [2] has shown that vitamin D acts on the TPH2 gene and transforms tryptophan into serotonin and also activates oxytocin hormones (pleasure hormone, whose low levels are associated with depression) and vasopressin. A recent review [2] has also shown how vitamin D values ​​are correlated with cardiovascular risk, as the VDR receptor is ubiquitously expressed by numerous cells, including the cells of the vascular and myocardial system, in addition to cells of the immune system and bone. Cholecalciferol deficiency is responsible for an increase in blood pressure, as demonstrated by numerous prospective studies and meta-analyzes [4;3], presumably due to the inverse association with the renin-angiotensin system. [5] Furthermore, a vitamin D deficiency is directly correlated with an increased risk of myocardial infarction [6] and would seem to predict the consequences after an acute event and after surgery, indicating a greater risk for those patients with low values, as well as reported in a recent study. [8,9] Despite this, there is currently insufficient evidence to recommend the vitamin D supplement for the prevention and treatment of cardiovascular diseases, although its use is necessary for musculoskeletal benefits.

Last but not least, in recent years international fertility research has suggested that exposure to sunlight and the resulting increase in vitamin D may play a beneficial role in reproductive success. Researchers at the Medical University of Graz [7] have confirmed that an increase in vitamin D in the male is related to testosterone levels and a more favorable sperm count. Even on the female, better levels of the vitamin would be associated with an increase in both estrogen and progesterone concentrations, favoring a greater probability of regular ovulation and thus increasing the chance of reproductive success. These data must obviously be confirmed by further and more extensive clinical trials.

Emerging research supports the possible role of vitamin D against cancer, heart disease, fractures and falls, autoimmune diseases, influenza, type-2 diabetes, and depression. Many health care providers have increased their recommendations for vitamin D supplementation to at least 1000 IU.[8]

 

 

 

 

 

 

1: Patrick RP, Ames BN. Vitamin D hormone regulates serotonin synthesis. Part 1: relevance for autism. FASEB J. 2014 Jun; 28(6):2398-413.Epub 2014 Feb 20.

2:Kienreich K, Tomaschitz A, Verheyen N, Pieber T, Gaksch M, Grübler MR, Pilz S. Vitamin D and cardiovascular disease. Nutrients. 2013 Jul 31;5(8):3005-21.Review. PubMed PMID: 23912328;

3: Effect of vitamin D on blood pressure: a systematic review and meta-analysis. Witham MD, Nadir MA, Struthers AD J Hypertens. 2009 Oct; 27(10):1948-54.

4: Blood 25-hydroxyvitamin D concentration and hypertension: a meta-analysis. Burgaz A, Orsini N, Larsson SC, Wolk A J Hypertens. 2011 Apr; 29(4):636-45.

5: Plasma 25-hydroxyvitamin D and regulation of the renin-angiotensin system in humans. Forman JP, Williams JS, Fisher ND Hypertension. 2010 May; 55(5):1283-8.

6: Low levels of serum 25-hydroxyvitamin D are associated with increased risk of myocardial infarction, especially in women: results from the MONICA/KORA Augsburg case-cohort study.Karakas M, Thorand B, Zierer A, Huth C, Meisinger C, Roden M, Rottbauer W, Peters A, Koenig W, Herder C. J Clin Endocrinol Metab. 2013 Jan; 98(1):272-80.

7: 1: Pilz S, Frisch S, Koertke H, Kuhn J, Dreier J, Obermayer-Pietsch B, Wehr E, Zittermann A. Effect of vitamin D supplementation on testosterone levels in men. Horm Metab Res. 2011 Mar;43(3):223-5.

8: Harvard School of Public Health Nutrition Source. Vitamin D and health. [Last accessed on 2010 Aug 30].

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